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Le trecce fluenti di Botticelli Firenze
Che dovesse dipingere un angelo, una Madonna, una dea pagana o un ritratto contemporaneo, Botticelli curò sempre la bellezza dei capelli, disegnati con grande delicatezza e dipinti ciocca per ciocca. Tra le ragioni di fascino della sua pittura, è l'uso sapiente di una linea fluida e morbida che risalta in particolare nell'esecuzione dei capelli, la cui bellezza decorativa richiama le immagini dell'arte tardogotica e allo stesso tempo preannuncia le capigliature fluenti delle donne che nell'Ottocento verranno dipinte dai preraffaelliti, ferventi ammiratori di Sandro Botticelli. Botticelli aveva una tecnica che gli permetteva di caratterizzare le diverse chiome e di utilizzare luci e ombre per separare i capelli in ciocche, usate talvolta per incorniciare il viso, talvolta svolazzanti al vento. Mentre i ritratti maschili di solito presentano capelli scuri, la donna idealizzata da Botticelli tende ad avere lunghe capigliature bionde o casta no chiaro. Qualche volta, come nella Madonna del Magnificat , per dare maggior brillantezza ai capelli usa sottili linee di preziosa vernice d'oro, forse memore del suo passato di orafo.
Questo particolare de La Primavera di Botticelli Firenze, rivela la mano dell'artista nella realizzazione dell'elaborato vestito e dei capelli intrecciati.
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